Sergio Pasetto

Relazione di un’ intervista fatta dal giornalista Maffy Zellinga nel giugno 2016 riguardante la mia attività di scultore e pittore.

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Questa l’introduzione del discorso di chi si accingeva a parlarmi: “lei noto come scultore del sociale si dice che sia particolarmente scultore dell’amore”, un’espressione in verità che mi è stata assai gradita. Chi mi intervistava è partito dalla creazione scultorea della figura di Emilio Salgari inaugurata dal Sindaco  il 16 ottobre del 2015 e collocata davanti all’entrata principale della Biblioteca Civica della città di Verona, definita “l’ultima importante opera” da chi mi stava parlando. Egli annotava: “Sergio Pasetto è ormai famoso per numerose pregevoli opere; voglio citare anzitutto “la Porta sul Mondo “prodotta in bronzo nel illustrante scene dell’antico e nuovo testamento su 24 formelle, (20 × 30 cm di misura), divenuto divenuta oggi il portale della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Verona. Notevole è pure il portale con 10 formelle sempre in bronzo (30 × 40 cm) che riporta la leggenda di Giulietta e Romeo sempre tanto ammirata, posta stabilmente nei pressi della tomba di Giulietta in città. Varie, continua il giornalista ,le sue ammirate opere sparse in Verona qua e là e in altre località come la sua Via Crucis nella Val di Non in provincia di Trento e nell’abbazia di San Romedio; e ancora a Ravenna, dove è stato esposto il busto in bronzo di Dante Alighieri.
A Roma in Vaticano è stata posta nell’appartamento del Papa emerito Benedetto XVI, a cui era stata donata direttamente dall’artista, l’immagine di Santa Maria Assunta in cielo. Nel frattempo all’estero e precisamente negli Stati Uniti, a Washington alla Casa Bianca si può ammirare la “Piramide della speranza” donata e molto gradita al presidente George Bush.
Ritorniamo in patria, nella sua Verona e precisamente alla cattedrale del Duomo: qui ammiriamo la lastra bronzea figurante Giovanni Battista posta all’entrata del battistero e una statua di non normi dimensioni sempre rappresentante San Giovanni inserita in un’acquasantiera all’entrata principale del Duomo. Altri due bronzi si trovano nell’attigua chiesetta di Sant’Elena del secolo IX, chiesetta denominata di “San Zeno e Giorgio” : il primo è la copia del dono fatto al Papa Benedetto XVI , il secondo rappresenta Maria SS, Sant’Anna e Santa Elisabetta ,denominato dal parroco del tempo Monsignor Finardi  “le radici della cristianità”.
Nel chiostro di Sant’Elena, lungo il suo percorso vicino all’entrata del museo canonicale si può ammirare la copia sempre in bronzo della “Porta sul Mondo” con le 24 formelle. Nell’interno del museo canonicale appena superata la soglia, si nota la Via Crucis in terracotta, commissionata dal prefetto della Biblioteca Capitolare di Verona in quegli anni, monsignor Alberto Piazzi.
L’artista Pasetto fu ancora presente a Roma con la sua arte quando consegnò in omaggio un bronzo al conduttore della Rai Aldo Forbice intitolata “la Lapidazione c-iviltà”; in seguito il giornalista ne parlò durante una conversazione d’arte alla radio in modo elogiativo ringraziando l’artista impegnato nell’aspetto sociale, e sperando che se ne creasse un vero e proprio monumento per il valore umano dell’opera, che intendeva essere una denuncia alle assurde condanne della lapidazione, ancora presente in alcuni stati asiatici incivili: questo il senso del termine “c –iviltà”.
Non vogliamo dimenticare ancora,dell’ illustre maestro, il monumento di rilievo in marmo rosso di Verona, che si trova a Bussolengo( in provincia di Verona); esso rappresenta le figure di Giulietta e Romeo nell’unica notte d'amore evidenziando i due innamorati sul poggiolo testimone del loro incontro . La scena è contenuta fra “due grandi mani “che nell’ispirazione artistica si vuole siano quelle di San Valentino protettore degli innamorati.
Venendo a creazioni più recenti consideriamo ora “l’Obelisco” alto cinque metri in acciaio riportante sulle facciate 24 formelle in bronzo con illustrazioni che rimandano a quelle sula Porta sul Mondo; l’obelisco è stato posizionato in vari luoghi della città. Sistemato dapprima per un periodo sul sagrato del Duomo, poi su quello di Santa Anastasia, sempre in Verona,e in seguito, sul lago di Garda, è stato esposto presso l’antica chiesetta “la Disciplina di Bardolino. L’instancabile maestro ha il progetto di arrivare a costruire in Argentina nel prossimo futuro lo stesso Obelisco in maggiori proporzioni , alto 22 metri tutto di marmo,: davvero un’opera degna di un grande artista!
Egli continua a produrre senza sosta: a Venezia, con l’intervento dell’amico Fra’ Beniamino Michieletto, francescano e pure lui artista ha modo di portare la scultura di San Giovanni Battista in terracotta nella chiesa dell’Isola del Deserto”, che viene posta all’entrata nell’acquasantiera. In seguito arriva a Venezia un’altra scultura di Passetto, una via crucis con 15 formelle in marmo viene consegnata al convento di clausura delle suore Clarisse che si trova vicino alla chiesa del Redentore.
L’esimio artista non è incline assolutamente ad esporre le sue opere in mostre d’arte, ma in passato è stato convinto a partecipare a una biennale a Firenze ,di cui era madrina la Contessa Marta Marzotto, con due manufatti: la Porta sul Mondo e l’illustrazione della leggenda di Giulietta e Romeo. Erano presenti con le loro produzioni artistiche altri 500 artisti e all’inaugurazione, all’artista Pasetto venne assegnato un posto d’onore di cui fu molto orgoglioso e ancora egli afferma:” quello fu l’inizio del mio successo nell’arte per l’intensa soddisfazione che ho provato”.
E continuiamo il percorso dei lavori del nostro artista. Il 7 novembre del 1996, a New York, all’esposizione dell’Arte Expo, mentre ancora si cimentava solo nella pittura, il grande critico Jacob avits inserì alla pagina 55 del suo catalogo, un quadro di Pasetto. Questo gli procurò una particolare emozione tanto più che egli non si riteneva pittore ma esclusivamente scultore. Riguardiamo ora per un attimo la sua vita.
Fin da fanciullo all’età di 9 anni quando Pasetto fu ospite di un Istituto di Solidarietà ad Ostia Antica (Roma), cominciò già allora a dipingere su vecchie piastrelle abbandonate nel cortile. La guerra era terminata da poco, egli si trovava solo e lontano dalla famiglia e molto triste; così dipingendo trovava conforto e godeva della simpatia e dell’interesse che suscitava con i suoi dipinti in tante persone. Più grandicello egli cominciò a dedicarsi alla scultura. Nel 1995 conobbe il già citato Frate Beniamino proprio ad una esposizione dei suoi quadri nella illustre Sala Morone,una grande aula che fa parte del Convento Francescano di San Bernardino in città. Il frate dopo aver ben considerato le opere del pittore, di li espresse il suo giudizio e il suo parere e cioè affermò:” tu più che pittore sei uno scultore”. Così via via egli si dedicò alla scultura con intensità fino a diventare il grande maestro di oggi. Subentra in seguito il periodo in cui l’artista si trovava a vivere a Milano. Qui, negli anni 90’ Sergio Pasetto entra a far parte della mostra permanente alla Galleria Centro Sever diretta da Lia Ciatto, di cui ricorda l’espressione di stima.
Partecipò poi a varie esposizioni e vinse premi come il “Sever”, la coppa europea e lombarda ed altri.
A Verona in seguito gli fu assegnato il premio Beltramini, che fu un illustre uomo di cultura della città; a Garda su lago ottenne il premio” Riviera”.
Il nostro artista proseguì nella sua atiività artistica creando il busto di William Shakespeare, posto in un angolo della centralissima Piazza Brà a Verona la cui immagine venne stampata su tutte le guide turistiche nazionali ed internazionali. L’attività del maestro continua e così la sua notorietà raggiunge vari stati europei. In questo ultimo anno egli è entrato a far parte dell’associazione Russki Dom ,e crea quindi un legame tra cultura russa e italiana stabilendo una collaborazione culturale e partecipando a manifestazioni russe che si svolgono in città.
Proprio per incarico dell’associazione egli è il progettista e l’autore della base in acciaio, che sosterrà il busto di Yuri Gagarin donato alla città di Verona che verrà installato nel parco del quartiere di Santa Teresa mantenendo così sempre vivi i rapporti tra Mosca e Verona.
Nella sua città, Verona, si svolge ogni anno un concorso indetto dal “ Club di Giulietta” per la miglior lettera d’amore a cui partecipano giovani italiani e stranieri di ogni parte del mondo; chi vince riceve in premio una piccola statua in bronzo di Pasetto. Egli diviene così noto in ogni località straniera.
L’artista non manca di compiere pure opere di solidarietà umana: così ha svolto per alcuni anni insegnamento di disegno in un Istituto per disabili ottenendo come egli afferma , profonde soddisfazioni ; i dice il maestro: “ho provato le più autentiche emozioni, non ho solo insegnato ma ho imparato molto”, Riguardo la sua arte ha raccolto molte critiche positive e degne di un vero artista, che hanno aumentato il suo interesse e hanno stimolato pur col passar degli anni la sua creatività. Citiamo alcune personalità note: il noto critico e storico dell’arte Prof. Umberto Tessari di Verona; il critico Paolo Rizzo di Venezia, collaboratore della rivista “Arte e Cultura” di Milano. Quest’ultimo pur non conoscendo di persona l’artista Pasetto, scrive a lungo con entusiasmo sentite lodi sulla sua “Porta sul Mondo”.
Vera Meneguzzo, pure critica d’arte cittadina, scrive con profondi apprezzamenti per autore sulle formelle di Giulietta e Romeo e sul busto di Dante Alighieri.
Altri nomi si potrebbero aggiungere: Trevisan Giorgio si esprime con entusiasmo riguardo la “Porta sul Mondo”; Lia Ciatto apprezza particolarmente in Pasetto l’artista del sociale.
Numerose ancora le persone di cultura che si sono interessate all’arte di Pasetto, così Monsignor Alberto Piazzi che fu per un lungo periodo Prefetto della Biblioteca Capitolare e Presidente dell’Arte Sacra della città di Verona, fu un grande estimatore dello scultore Pasetto.

Il grande artista chiude la relazione dell’intervista nel suo stile sobrio, distaccato privo di presunzione. Egli però non dimentica la sua tenacia e il suo coraggio, e l’autocritica sulle sue opere presentandole al pubblico; a volte disegna orribili temi che intende affrontare nell’arte e  he trattano di miseria egoismo e violenza, gli aspetti più negativi dell’umanità, che egli mette in evidenza conscio delle sue capacità e della serietà che usa nell’affrontare un’opera d’arte.